Un po di ordine alla “Riforma Gelmini”

Notizia del 28 October , 2008  
Scritta in Attualità

Il ministro Gelmini

Il ministro Gelmini

Senza entrare strettamente nel merito di ciò che la legge 133 e il decreto-legge 137 andranno a disciplinare nello specifico, proponiamo un articolo indirizzato a chiarire alcuni concetti essenziali ai fini del dibattito.

CHIARIAMO QUALCHE IDEA.

Questa nota parte dalla semplice osservazione dei fatti che si stanno svolgendo negli ultimi giorni un po’ in tutta Italia o, perlomeno, nei suoi centri maggiori. Stiamo parlando delle manifestazioni di pensiero e di protesta nelle quali tutti noi, che viviamo quotidianamente la scuola e l’università, siamo coinvolti in ordine alle questioni che la “riforma” Gelmini solleva.

La materia è particolarmente spinosa e dobbiamo constatare, purtroppo, che non sempre è trattata con le dovute cautele dai media e dagli stessi studenti coinvolti, con più o meno partecipazione, nella protesta.

NON E’ UNA RIFORMA.

Basta fare una ricerca su google, sfogliare un giornale, seguire un qualsiasi telegiornale, per trovarsi di fronte alle parole “riforma Gelmini” ed essere sicuri, in coscienza, di sapere di cosa si stia parlando: maestro unico nella scuola primaria, voto in condotta, adozione di libri di testo il cui contenuto rimanga invariato nel quinquennio della scuola secondaria di primo grado, classi differenziali.

I nostri problemi di interpretazione cominciano quando accanto a questo pacchetto di norme si accostano i temi riguardanti l’università con ciò che segue: trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato (eseguibile con delibera del senato accademico a maggioranza assoluta e approvata con decreto del Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze), limitazione al 20% del turn-over con conseguente taglio dei posti, contenimento delle retribuzioni etc etc.

Ecco. Ai fini della chiarezza è bene tenere idealmente separati i due ambiti di intervento sopra abbozzati, riconducendoli rispettivamente alle etichette “scuola primaria/secondaria” e “università”, anche se questa ripartizione è parzialmente inesatta: vedremo più avanti. Ma ciò che preme, qui, è cercare di capire perché è fuorviante parlare di “riforma Gelmini” tout court. E’ fuorviante per due motivi:

IL PRIMO MOTIVO è da riferire a un problema di “comunicazione”, dovuto probabilmente al polverone mediatico sollevato negli ultimi giorni e al silenzio parziale dei mesi passati. Il decreto-legge Gelmini dell’1 settembre 2008, n.137 si ricollega al primo ambito più sopra descritto. Al secondo ambito si ricollega invece la legge 133.

Si leggano le diciture dei due provvedimenti:

a) Decreto-Legge 1 settembre 2008 , n. 137

“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita’”.

(firmatari: Gelmini, Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca; Tremonti, Ministro dell’economia e delle finanze Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.)

b) Legge 6 agosto 2008, n. 133

“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”

(firmatari: Tremonti, Ministro dell’economia e delle finanze; Scajola, Ministro dello sviluppo economico; Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione ; Sacconi, Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali; Calderoli, Ministro per la semplificazione normativa).

Come è possibile notare la Legge 133 non è il Decreto-Legge Gelmini, ma i due pacchetti, sebbene lavorino in sinergia, sono di fatto separati.

Inoltre, all’interno della 133 vengono disciplinate una moltitudine di disposizioni riconducibili a ministeri differenti. Nella fattispecie, su un totale di 85 articoli, solo gli articoli n.16 e n.66 si riferiscono alle questioni inerenti a fondazioni di diritto privato e turn-over cui sopra abbiamo accennato.

Dunque non UNA riforma, ma UN Decreto Legge Gelmini (137, dell’1 settembre 2008) in via di conversione in legge, e UNA Legge (133, del 6 agosto 2008) di più vasta portata e già approvata.

IL SECONDO MOTIVO per il quale non ci sembra esatto parlare di “riforma” è invece di ordine “concettuale”.

La legge 133, a ben vedere, sembra configurarsi come un grande piano di ridimensionamento che opera su più settori e non solamente in quello dell’Istruzione (basta leggere la dicitura sopra citata). Il decreto-Gelmini, in riferimento alle disposizioni sul maestro unico, pare operare in questa direzione. E, sebbene i due provvedimenti possano in via potenziale trasformare profondamente questo settore, non paiono presentarsi come un complesso organico e armonico di leggi dedicate, almeno per ciò che riguarda precipuamente Scuola e Università.

SIAMO LONTANI dal considerare questa nota una ricognizione esaustiva degli argomenti e degli interessi che nell’ultima settimana sono entrati nel vivo del dibattito che tutt’ora si svolge sotto ai nostri occhi. Per questo crediamo opportuno riportare qui di seguito i link diretti ai testi cui abbiamo appena fatto riferimento, chiedendo anche ai nostri lettori un piccolo sforzo di comprensione.

a) Decreto-Legge 1 settembre 2008, n. 137

http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106

b) Legge 6 agosto 2008, n.133

http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm

Glossario

a) Procedimento legislativo

http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimento_legislativo

b) Decreto legge

http://it.wikipedia.org/wiki/Decreto_legge

Fonte :w ww.Soqquadro.org

100 milioni al superenalotto - Perchè non li diamo ai poveri?

Notizia del 25 October , 2008  
Scritta in Attualità, Primo piano

È stato vinto a Catania il 6 da oltre 100 milioni di euro. Si tratta della vincita più alta nella storia del Superenalotto e in assoluto nei giochi in Italia.La combinazione multimilionaria (7-20-21-74-75-81, numero jolly 33, superstar 10) che vale 100 milioni e 756 mila euro è stata realizzata nella ricevitoria Giunta in viale Mario Rapisardi 422.Non è la prima volta che Catania regala vincite miliardarie. Il 13 marzo del 1999 nel rione San Giorgio 33 giocatori vinsero con il ‘6′ 52 miliardi e 331.306.636, allora la quarta vincita in Europa.

Ci è particolarmente piaciutà la proposta data da Don Fortunato di Noto che dice:

“Che una persona sola possa vincere 100 milioni di euro al superenalotto è uno sfregio, una vergogna nel momento in cui ci sono 15 milioni di italiani a rischio povertà”.Don Fortunato invita “gli italiani a scrivere una e-mail al presidente della Repubblica, garante di tutti, per richiamare la sua attenzione sul problema”.
“In Italia - osserva il prete, famoso per le sue lotte contro la pedopornografia - ci sono 20 milioni di nuclei familiari. Se dessimo loro 50 milioni del montepremi avremmo dato un aiuto concreto. Cento milioni di euro non sono facili da gestire. E non vorrei che andassero a qualcuno già ricco”.

“Se è vero, come è vero, che lo Stato garantisce pari opportunità e dignità a tutti i suoi connazionali cittadini , allora ci deve essere un atto di comunanza, di vicinanza. Diamo una quota consistente della vincita a un fondo per le famiglie indebitate, per chi non riesce a pagare il mutuo, senza dimenticare che la Caritas distribuisce latte, indumenti e aiuti alle famiglie in gravi difficoltà economiche”.

Adrano , Circolo PDL

Notizia del 23 October , 2008  
Scritta in Altre notizie, Attualità, In città, dal mondo

E stato costituito il coordinamento del circolo Facciamo Pdl che ha come riferimento politico il primo cittadino Pippo Ferrante. Il circolo è composto da Angelo Mobilia, Giuseppe Del Campo, Vincenzo Alì, Salvo Anzalone, Matteo Bua, Antonio Di Marzo, Tino Diolosà, Antonio Monteleone, Gabriele Savoca, Melita Saitta e Nicola Zammataro. Dopo un periodo di assestamento il circolo, fortemente voluto dal sindaco, si è dato una struttura organizzativa - spiega Del Campo - e si propone come interfaccia tra la squadra di governo e il mondo delle associazioni, della cultura, del volontariato e delle altre realtà che fanno parte del territorio. Il nostro desiderio -conclude- è quello di dare dignità alla politica e alla città.